Social network e privacy: come trovare e mantenere l’equilibrio

I social network sono una gran cosa: ci permettono di ritrovare amici persi di vista, di creare reti di relazioni per fini personali o professionali. Sono un bel passatempo: curiosiamo nei fatti altrui, comunichiamo, giochiamo. I social network sono gratuiti!

Nei social riversiamo il nostro tempo, grazie ad essi ci raccontiamo: Facebook ci aiuta a scrivere il “diario della nostra vita”, Google tiene traccia delle nostre ricerche, Foursquare ci permette di segnare i nostri spostamenti, in una gara con gli amici per vedere chi vista più posti!

Le società che offrono gratuitamente l’accesso a questi servizi hanno un ritorno economico: tenendo traccia delle nostre preferenze possono fornire dati molto preziosi per società terze che volessero degli elementi per lanciare un prodotto.

Questi servizi veicolano campagne politiche e influiscono sempre di più sull’opinione che la gente si fa di noi, se male utilizzati possono arrecare danno alla nostra immagine; su FB, ad esempio, un ragazzo decide di vendicarsi della sua ex postando le foto di lei.

A meno di non essere molto attenti, è facile che gli amci dei nostri amici possano vedere le nostre foto e leggere i nostri stati: insomma è probabile che anche persone che non conosciamo possano ficcare il naso nella nostra vita. La prima cosa da fare è utilizzare degli accorgimenti per limitare la visibilità delle nostre informazioni (date un’occhiata a questa guida relativa a Facebook).

Per il resto non ci resta che aspettare che alcuni progetti mirati alla tutela della privacy vedano la luce, ad esempio la Freedom Box è un mini computer (delle dimensioni di una scheda SD) che permette alle persone che la usano di collegarsi direttamente tra di loro, senza passare da servizi esterni. In questo modo potremo continuare a interagire con amici e conoscenti, ma il registro delle nostre attività, i nostri documenti e le foto non verranno salvati da società che potrebbero farne un uso non gradito.

In conclusione i social network non sono da demonizzare, ma neppure da usare con leggerezza: quando scriviamo qualcosa su Facebook o Twitter dobbiamo immaginare che questa cosa potrebbe venir letta dal nostro capo, nostra moglie, o un perfetto sconosciuto. Se la cosa che stiamo per scrivere non deve essere resa pubblica non mettiamola sul web.

Per approfondimenti sulla Freedom Box

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