Stop Online Piracy Act tra anti pirateria e censura

In seguito al diffondersi della pirateria informatica l’FBI il 19 gennaio ha chiuso i siti di Megaupload e Megavideo. Questi servizi sono stati accusati di aver violato il copyright causando danni per oltre 50 milioni di dollari alle case cinematografiche. La chiusura di questi siti è avvenuta mentre il Congresso americano stava discutendo sul SOPA.

Lo Stop Online Piracy Act (SOPA) è una proposta di legge presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei rappresentanti statunitense dal deputato repubblicano Lamar S.Smith.

Questa proposta è volta a sostituire il Digital Millennium Copyright Act, che è il disegno di legge attualmente in vigore negli Stati Uniti. Le differenze sostanziali sono:

  1. la legge in vigore prevede che il responsabile della violazione sia l’utente che ha effettuato il caricamento del file, la proposta di legge stabilisce che il responsabile della violazione sia il sito che ospita il contenuto illegale
  2. la legge in vigore prevede che in caso di presunta violazione del copyright vi sia una diffida   e in caso la violazione sia accertata il sito ospitante deve rimuovere il singolo materiale illegale, la proposta di legge stabilisce che scatti una causa legale e l’immediata chiusura del sito su cui è stato caricato il materiale potenzialmente illegale.
La reazione delle rete, a partire da colossi come Microsoft, Facebook, Yahoo e Google non si è fatta attendere. Il sito di Wikipedia si è  oscurato per protesta.  Il timore dei social network è di dover chiudere il proprio sito a causa anche di un solo utente che caricasse del materiale coperto da copyright.

A favore del SOPA si è espresso Rupert Murdoch che vede in questa proposta di legge un’opportunità di arginare quelli che definisce “furti di notizie” da parte di Google e Twitter, rei a suo dire, di rubare le notizie dai quotidiani e riprodurli in rete.

Il SOPA propone di filtrare i siti sulla base delle leggi vigenti nel Paese in cui si trova l’utente connesso. Diversi Stati hanno già adottato l’idea di un Internet Nazionale, ad esempio Cina e Arabia Saudita.

I senatori statunitensi, vista la reazione della rete, hanno ritirato la proposta di legge, in Italia l’emendamento Fava (noto come il SOPA all’italiana) è stato bocciato in Parlamento. Nonostante queste bocciature il tema rimane quantomai aperto.

Internet, per sua natura è una rete che abbraccia i cinque continenti ed è in continua espansione; tentare di creare delle isole nazionali e monitorare costantemente i flussi di informazioni che intercorrono tra di loro è un tentativo destinato a fallire: ci saranno sempre dei modi per aggirare le barriere nazionali.

Fonti

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